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pensier d'un Verno Siede or il Verno giovine sui tetti al cupo rimirar il sipilante dì meriggio, e lagrima dei bianchi affetti, cantici bagliori dal ciel ch'egli audì: passati esti son, oh, lesti, sì netti al reo Prometeo dolente, e il tuttodì un rapace al Caucaso l'artigli infetti a rinnovar speme ardente ei ribadì, Ch'a rincuorar l'animo affranto l'amor nè il congedante freddo fu servito. E come il Verno, chinato sull'ardor d'un focolar, m'innalzo al firmamento, e come il Verno lagrimo d'un miglior tempo, e sì un estivo fu eico rammento. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://nazareth-believe.spaces.live.com/blog/cns!F87F6434F2BA60AF!312.trak Weblogs that reference this entry
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